PROGETTO STRAORDINARIO EMERGENZA RANDAGISMO

Data pubblicazione

  Reggio Calabria 30 luglio 2015

 

In questi giorni  l’attività del nostro Ordine è stata oggetto di attenzioni e discussioni animate sui mezzi di comunicazione sociale.

Il fatto se da un punto di vista fa piacere in quanto indice di considerazione verso l’ Istituzione della categoria, dall’altro è increscioso perché incrementa confusione e disinformazione anche da parte di coloro che hanno avuto modo di seguire la vicenda che esternerò.

Mi riferisco alla “convenzione tra l’ASP di Reggio Calabria ed i medici veterinari liberi professionisti titolari delle strutture nella provincia di Reggio Calabria  per l’attuazione di un progetto straordinario per affrontare l’emergenza del randagismo nel territorio dell’ASP”.

Premesso che il suo iter preparatorio è stato alquanto laborioso, frutto di estenuanti  riunioni  presso diverse sedi finanche presso il Comune di Reggio e  non sempre qualificanti per la nostra categoria. Chi ha trattato per l’Ordine ha fatto si che il progetto fosse esteso a tutta la provincia e non solo alla città, ha estromesso le associazioni animaliste dalla gestione sanitaria, ha reso accettabili i compensi professionali destinati al professionista.

Della pubblicazione di detta convenzione l’Ordine non è stato direttamente informato ma si è venuti a conoscenza tramite casuale lettura sull’Albo Pretorio dell’ASP e nell’immediatezza lo scrivente, anche se non aveva alcun obbligo normativo o morale a farlo,  ha avvisato – tramite e-mail – tutti gli iscritti all’Albo titolari di strutture veterinarie autorizzate delle quali l’Ordine ha cognizione; apprendo oggi che  nella lista non sono stati inseriti  i titolari di due strutture delle quali per una di queste è stato avvisato un collega che lavora nella stessa, per l’altra la coincidenza ha voluto individuare un collega vicino al Consiglio dell’Ordine, verso il quale non vi sono scusanti se non una colpevole superficialità.

Della Commissione valutante le domande di partecipazione alla convenzione, pervenute all’Azienda Sanitaria, faceva parte anche il sottoscritto in qualità di dipendente della stessa Azienda; la commissione ha valutato le 11 domande pervenute accettandone n.9 in quanto una arrivata fuori termine ed un’altra con documentazione incompleta.

Questi i fatti supportati dagli atti ufficiali.

 

 

Mi preme adesso fare qualche considerazione da Presidente dell’Ordine:

Giudico fortemente positiva la conclusione di una vicenda che si trascina da anni anche per la litigiosità tra professionisti;

Giudico, ancora, positiva la ricaduta di questo progetto straordinario sul randagismo,  per l’anagrafe canina, per la giusta considerazione verso l’animale d’affezione   che  conseguentemente porterà più lavoro nelle strutture veterinarie oltre ad innalzare la soglia di approvazione, da parte della cittadinanza, verso la nostra professione infangata, giornalmente, da alcune frange animaliste;

Non posso approvare la contrarietà avverso i titolari di struttura veterinaria, due su nove,  che svolgono anche l’attività di medico veterinario specialista convenzionato con l’ASP; trattasi di colleghi titolari di strutture regolarmente autorizzate e spero altrettanto  regolari contribuenti dello Stato. Chi si sente leso faccia valere le proprie ragioni con la norma in mano e non con il chiacchiericcio.

Non posso apprezzare l’intromissione di chi non ha titolo per protestare in quanto non avrebbe potuto  partecipare al bando  perché non possiede una struttura veterinaria, di chi lo contesta senza averne letto il contenuto, di chi è scontento perché le tariffe sono troppo onerose ( aimè, lui fa pagare di meno), di quanti contestano l’ammissione alla convenzione degli ambulatori e non soltanto delle cliniche,  di colui che lamenta di non essere considerato dall’Ordine tanto da ricevere esclusivamente  la posta istituzionale quando poi è apparso in Sede, una sola volta su convocazione, per un provvedimento disciplinare nei suoi riguardi. Potrei ancora continuare, andare “sul pesante” ma, non fa parte del  mio costume polemizzare ne me lo consente il ruolo istituzionale che ricopro.

Nella speranza di essere stato chiaro ribadisco che il Consiglio dell’Ordine  sino a quando ci sarà lo scrivente, con le modalità e nei termini consentiti dalla Legge,  porterà avanti  gli interessi della Categoria ed in primis della Professione evidenziati,  in questo contesto, con interventi in strutture appropriate, con onorari decorosi per la professione, con la tutela del benessere animale, con la effettiva presenza della medicina veterinaria privata al servizio del pubblico per tutto il territorio provinciale.

Cordiali saluti

                                                                                     Il Presidente

                                                                          Dott. Rocco Salvatore Racco

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