Comunicato

A seguito ed in risposta delle numerose e-mail  pervenute a questo sito, per completezza dell’informazione, si presenta  - in allegato -  il comunicato stampa di questo Ordine relativo alla triste  vicenda di un cane morto dentro un fusto di catrame nella periferia di Reggio Calabria.


Il Presidente 

 


Questo Ordine ha appreso dalla stampa di un brutta storia  che ha visto interessare un cane randagio alla periferia di Reggio Calabria. La storia purtroppo ha avuto come epilogo la morte dell’animale dopo una lunga agonia; altrettanto  brutta storia è stato anche  il mancato intervento di Enti e Servizi, pubblici e privati, sollecitati da abitanti del posto che alla richiesta di aiuto hanno, alla prova dei fatti, allargato le braccia in segno d’impotenza.

Unica presenza dell’Istituzione è stata quella di un medico veterinario dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria che contrariamente a quanto descritto da alcuni organi di stampa  ha cercato di fare il possibile per liberare l’animale ma, inutilmente. Le sole mani, un termometro, un fonendoscopio, un minimo di attrezzatura chirurgica hanno avuto la peggio avverso un bidone di catrame quasi solidificato e non spostabile senza l’ausilio di mezzi meccanici. Ha telefonicamente (per farlo si doveva allontanare dal posto per  assenza di campo) richiesto l’aiuto di personale più attrezzato allo scopo ma nel mentre il cane, già trovato agonizzante, moriva. Ha fatto poi quello che la norma prevede: controllare se l’animale era iscritto all’anagrafe, tramite l’individuazione del microchip; avvisare apposita ditta per lo smaltimento della carcassa.

Detta così è una cruda (se non crudele) realtà. Ma altrettanto cruda è l’assenza di mezzi con cui i Servizi Veterinari, purtroppo non i soli,  si trovano ad operare.  Inadeguate sono le normative che disperdono in molti rivoli le già misere risorse. Poco applicabili le Leggi che assegnano la gestione del randagismo a più Enti Territoriali e, finendo, ai decenni per apportare  modifiche a dispositivi già nati male.

Questo stato di cose fa soffrire – in primis -  gli animali in quanto esseri senzienti ma, angoscia anche il lavoratore che in tali frangenti si vede impotente e sbeffeggiato per colpe non sue, affligge  il cittadino comune che civilmente rispetta ogni essere vivente.

Il presente comunicato per informare l’opinione pubblica che questo Ordine – in osservanza del Codice Deontologico dei Medici Veterinari – sentirà e valuterà la posizione del medico veterinario interessato.

Con i più distinti saluti.

                                                                                                      Il Presidente

                                                                                            Dott. Rocco Salvatore Racco